Sarebbero come al solito inesistenti motivi di ordine pubblico a giustificare l’ennesima operazione di polizia degna dell’arresto dei peggiori boss mafiosi, con cui si intenderebbe eseguire nelle prossime settimane lo sgombero del Centro Sociale SOS Fornace di Rho, per poi radere al suolo i capannoni, dismessi da decenni, in cui dal 2005 abbiamo fatto vivere uno spazio sociale, di aggregazione e di produzione culturale alternativo al nulla che offre la città vetrina di Expo 2015. Ne abbiamo la certezza, sebbene non sia ancora stata resa pubblica la Dichiarazione di Inizio Attività, come sarebbe obbligatorio fare per legge, ma non ci stupirebbe che il Comune facesse un illecito in nome del falso principio di legalità cui si appella.
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Il Centro Sociale SOS Fornace rappresenta per questa amministrazione, che bada solo agli interessi propri e a quelli di Fiera e Compagnia delle Grandi Opere, una spina nel fianco, come dimostra la vertenza aperta con i pendolari di Rho per riconquistare la fermata dei treni Milano Torino, scippata dalla Fiera, cui da gennaio si aggiungerà il tentativo di Regione Lombardia di abbassare le tariffe dalla stazione della Fiera senza ritoccare quelle della fermata di Rho città.
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Ma oltre alla questione dei pendolari, la Fornace rappresenta un problema di “ordine pubblico” perché ha iniziato a denunciare le nefandezze del Piano di Governo del Territorio, che dovrà essere approvato nei prossimi mesi, che prevede la cancellazione di migliaia di posti di lavoro nell’area industriale di Mazzo, dove le aziende chiuderanno per lasciare spazio a centri commerciali e alberghi, che prevede la costruzione del nuovo liceo Rebora sui terreni agricoli di proprietà del Sindaco e dei suoi famigliari, che prevede la cementificazione del 5% delle aree verdi rimaste e permetterà di costruire nuovi alberghi su almeno 13 aree all’interno della città di Rho. Non da ultimo ricordiamo che il terreno agricolo adiacente al centro sociale Fornace, di fronte alle scuole di via Tevere è di proprietà di Zucchetti e dei suoi famigliari e con il PGT, votato in Giunta dallo stesso Sindaco, si trasformerà in terreno edificabile.
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Le manifestazioni degli ultimi mesi costruite con i pendolari, con gli studenti e con i lavoratori hanno palesato che la presenza del Centro Sociale SOS Fornace è il fulcro dell’opposizione sociale che mette il bastone tra le ruote agli affari di chi su questo territorio si prepara ad un lauto banchetto, mascherandosi meschinamente dietro lo slogano filantropico di “nutrire il pianeta”.
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Da oggi partirà dunque la campagna contro lo sgombero della Fornace, una petizione in stazione, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in città per chiedere che i locali attualmente occupati, che la proprietà dovrebbe cedere a breve al Comune di Rho nell’ambito di un Piano di Intervento Integrato, siano ceduti senza che avvenga lo sgombero e successivamente assegnati alla Fornace.
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Qualora avvenisse lo sgombero, ci troveremmo di fronte ad un atto che non mira solo a cancellare uno spazio fisico, ma anche uno spazio di agibilità democratica nel territorio, che provocherà pertanto una risposta proporzionata alla gravità di tale situazione ed un conflitto acceso, come mai prima si è visto nella nostra città. Non accetteremo una soluzione di forza, alla quale reagiremo con determinazione e radicalità.
Dopo la dimostrazione di resistenza dimostrato dalle 80 persone che lunedì mattina 7 dicembre hanno presidiato fin dall’alba i cancelli del proprio posto di lavoro (appalto corena srl – parrini & c. di nerviano in via marzorati al 15 a nerviano), l’azienda corena srl e l’appaltante coop. alfa hanno accettato le condizioni dettate dalle lavoratrici e lavoratori.nel pomeriggio del 7.12 è stato firmato un preaccordo e giovedì 10 è stato sancito che la coop. alfa garantirà ai soci lavoratori dell’appalto:
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1. l’assunzione di tutti i dipendenti precedentemente presenti nel sito di nerviano
2. applicazione senza deroghe economiche o normative del ccnl logistica trasporto merci e spedizione
3. il mantenimento delle condizioni economiche in essere con conservazione dell’anzianità (scatti ed elementi aggiuntivi)
4. erogazione dei successivi aumenti contrattuali senza alcun assorbimento
5. maturazione dei ratei 13°, 14°, ferie, rol, ex festività e tfr, in base mensile o frazione superiore ai 15 g.g.
6. festività retribuite nei mesi in cui hanno scadenza
7. scatti di anzianità riconosciuti come da ccnl (fino a 8 )
8. lavoro straordinario che parte dall’8° ora di lavoro giornaliera dal lunedì al giovedì e dalla 7° il venerdì al 30%
9. lavoro straordinario del sabato al 50%
10. integrazione al 100% oltre la quota inps della malattia dopo il 7° g.g. con maturazione degli istituti e pagamento delle festività
11. integrazione al 100% oltre la quota inail dopo il 3° g.g. con maturazione degli istituti e pagamento delle festività
12. tutela dal licenziamento se non per giusta causa
13. tutela contro eventuali trasferimenti in altri siti
14. retribuzione e contribuzione certificata
15. riconoscimento dei diritti sindacali
16. riconoscimento da parte di corena delle somme dovute dalle coop. precedentiieri
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l’assemblea delle lavoratrici e lavoratori ha ratificato l’accordo in un clima di unità e di consapevolezza che solo con la lotta è possibile rendere migliori le proprie condizioni di lavoratori, anche quando si parte da livelli inaccettabili come spesso si ritrovano i soci lavoratori in appalto.ringraziamo tutte/i coloro che hanno dato la propria solidarietà alla lotta di nerviano.
Il Comitato Cittadino No-skinhouse, la Rete Antifa Nord-Ovest Milano e l’ANPI di Bollate/Baranzate organizzano, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione all’antirazzismo, alla solidarietà e all’accoglienza, uno spettacolo teatrale con la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia ed il suo gruppo.
L’evento si terrà giovedì 17 Dicembre 2009, ore 21.00, al Cinema Teatro Splendor di Bollate.
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Aderiscono all’evento:
sezione ANPI di Lainate, sezione ANPI di Senago, sezione ANPI di Novate, Associazione Antonio Gramsci di Garbagnate.
Per ricordare i diritti inalienabili di ogni essere umano
Per una città senza discriminazioni, accogliente e solidale
Per non dimenticare Piazza Fontana ed i pericoli delle nuove forme di fascismo
Incontro sul famigerato “PACCHETTO SICUREZZA” in collaborazione con 2 avvocati dello sportello migranti “Foppette” di Milano
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Ore 18.30
APERITIVO ANTIRAZZISTA con ritmi in levare delle dancehall anni 60/70 con DJ PAPA GENE
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Ore 20.00
RISOTTATA di tutti i colori
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Vogliamo essere accusati del reato di solidarietà!
Siamo un gruppo di persone del territorio di Nerviano, che da alcuni mesi hanno deciso di seguire un percorso antirazzista e solidale, aderendo a campagne di denuncia e controinformazione, come risposta al clima d’intolleranza creato nel nome della sicurezza e contro la legge 733-B, che introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e una serie di norme restrittive che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Da questo nostro percorso è nata l’idea di un progetto solidale per la creazione di momenti condivisi tra persone, associazioni e comunità di stranieri, spazi liberi autogestiti da immigrati e da italiani, per un dialogo tra le culture presenti nel nostro territorio, ci piacerebbe incontrare i migrati, conoscere le loro storie, persone costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e situazioni di povertà estrema, nello stesso tempo ci rivolgiamo ai nostri concittadini per svelare l’inganno mediatico, che i migranti siano il problema, per distogliere l’attenzione da chi in questi anni ha tagliato lo stato sociale, le pensioni e gli stipendi.
Siamo pronti, nei prossimi mesi a lanciare, iniziative culturali coinvolgendo gli studenti, attività come lo sportello informativo-legale per i migranti, feste e cene multietniche, ma anche momenti di forte denuncia delle politiche repressive di questo governo, sulla drammatica situazione dei CIE, sui respingimenti verso la Libia, un paese, denuncia Amnesty International, in cui si praticano la tortura e altre forme di maltrattamento nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo, sulla disumanità delle procedure di sgombero dei campi Rom, perché anche nel nostro territorio, nessuno debba più sentirsi solo di fronte a questa nuova violenta ondata di intolleranza.
Ci rivolgiamo a singoli, associazioni e realtà del nostro territorio per condividere e collaborare, contattateci!
Dopo quattro anni di attività sul territorio, ci troviamo nuovamente a denunciare la mancanza di interesse da parte dell’Amministrazione comunale in merito alla cronica mancanza di spazi sociali pubblici di aggregazione giovanile e di espressione culturale, a Nerviano e nelle frazioni.
In perfetta continuità con il passato, riscontriamo una grave mancanza di volontà da parte delle istituzioni locali nell’affrontare tale tematica, atteggiamento che riteniamo del tutto irresponsabile (considerati inoltre i proclami elettorali e le ripetute promesse).
Come più volte sottolineato, crediamo sia necessario ed urgente realizzare spazi pubblici di aggregazione giovanile, libera espressione creativa, crescita culturale e di incontro tra differenti generazioni. Di tutto ciò non c’è traccia nelle scelte compiute dalla classe politica nervianese, oggi come in passato.
La nostra sede attuale, gentilmente concessa da un privato ma che dovremo lasciare nei prossimi mesi, ha rappresentato e rappresenta tuttora uno spazio aperto alla collettività e al territorio. Essa si colloca peraltro in una realtà, quella di Garbatola, caratterizzata da un’ingiustificata e prolungata carenza di servizi pubblici.
Per queste ragioni, all’interno dello spazio offriamo servizi gratuiti ed opportunità di crescita e di espressione socio-culturale aperti alla cittadinanza; corsi gratuiti di lingua, informatica, pittura, chitarra e di recupero per studenti. Allo stesso tempo organizziamo attività culturali e di aggregazione come cineforum, spettacoli teatrali, biblioteca territoriale, concerti dal vivo, dibattiti, mostre di artisti locali e cene popolari. La Corte Popolare Autogestita rappresenta inoltre un punto di riferimento e supporto per studenti e lavoratori, ed un presidio costante contro la cementificazione ed il consumo di suolo.
Ci teniamo a rilevare che la nostra attività sul territorio, completamente autofinanziata, rappresenta un percorso di crescita collettivo in una realtà in cui i maggiori luoghi di ritrovo sono bar, locali e centri commerciali: una preziosa “anomalia” purtroppo non riconosciuta tale da chi di dovere.
QUINDI INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA PUBBILICA CHE SI TERRA’:
MERCOLEDI’ 9 DICEMBRE ore 21.00
Assemble pubblica:
LIBERIAMO GLI SPAZI
nella SALA CIVICA di garbatola [via Montenevoso - NERVIANO]
Basta ricatti, minacce e licenziamenti, stanchi di essere sfruttati e malpagati!
Basta appalti a cooperative senza futuro, vogliamo diritti e dignità!
80 tra lavoratici e lavoratori adibiti da anni presso il magazzino logistico della Corena srl che svolge il servizio resi della distribuzione giornali per la Parrini & c., sono in stato di agitazione con presidio permanente davanti ai cancelli siti in via Marzorati 15 a Nerviano.
La mobilitazione è causata dalla perdita del proprio posto di lavoro dalla data del 01 dicembre 2009, dovuta alla disdetta da parte della società Corena srl all’appaltante Consorzio di cooperative Aurora di Firenze.
Nonostante il tempestivo intervento unitario delle OO.SS. CGIL, CISL e CUB che ha aperto un tavolo di trattativa con la società Corena srl, ad oggi le proposte fatte dalla committenza non hanno dato alcuna soluzione che rispetti i minimi requisiti di diritti e dignità per le lavoratrici ed i lavoratori, oltre a non garantire alcuna continuità lavorativa.
Tali proposte sono rese inaccettabili dalle condizioni capestro che vedrebbero ridotti e messi in deroga i vincoli normativi ed economici previsti dal ccnl trasporti e logistica applicato, oltre che affidare nuovamente il servizio in appalto ad una cooperativa neonata ad hoc per l’occasione che non garantisce nella dovuta trasparenza sia il servizio che le condizioni lavorative nei confronti delle maestranze, già gravate da quanto subito dalle precedenti cooperative susseguitesi nell’incarico d’appalto e che si sono rivelate inadempienti, sia sul piano tecnico di conduzione del servizio che su quello remunerativo e normativo, nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato per anni nel magazzino di Nerviano.
Oltre a ciò gran parte di noi non ha ricevuto quanto dovutoci da settembre dalla Union Service soc. coop. in liquidazione, comprendente ratei e tfr, riscontrando in oltre il mancato versamento della dovuta contribuzione e differenze retributive, con l’obbiettivo di scaricare di fatto sulla collettività i costi se la società dovesse risultare inadempiente.
In oltre la percezione è quella di non ricevere neppure quanto dovuto dalle altre cooperative subentranti per la mensilità di novembre, con le stesse conseguenze predette.
Le lavoratrici ed i lavoratori in presidio permanente, intendono mettere a conoscenza la comunità della grave situazione creatasi e che denota la situazione di esponenziale crisi lavorativa sul nostro territorio, creata dalla incapacità imprenditoriale che ha come unica soluzione alla crisi quella di scaricarne i costi sui lavoratori.
Chiediamo la solidarietà di tutti i cittadini e consideriamo il percorso intrapreso per dare continuità all’unificazione delle lotte dei lavoratori già presenti: come quella dell’ex Eutelia o Agile di Pregnana, l’Alfa di Arese, la Crespi di Legnano/Buscate, la Metalli Preziosi di Paderno Dugnano e tutte le altre realtà di lavoratrici e lavoratori che si trovano a pagare la crisi creata da padroni e speculatori.
Lavoratrici e Lavoratori Corena srl appalto Parrini & c. di Nerviano.
Lezioni in Piazza dei corsi che si stanno svolgendo al CPA
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A seguire
Concerto dei CIAPA NO
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Inoltre durante tutto il pomeriggio saranno presenti banchetti informativi su Attività e Iniziative della Corte Popolare Autogestita:
CORSI di INGLESE/CHITARRA/PHOTOSHOP/PITTURA/FOTOGRAFIA – SPAZIO STUDENTI – OLTREILPONTE FEMMINISTA – LAVORATORI UNITI CONTRO LA CRISI – BIBBLIOTECA POPOLARE – LIBERIAMO GLI SPAZI – OLTREANTIRAZZISTA
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Mostra: OLTREILPONTE - Piu’ di 3 anni in Movimento
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Proiezione delle nostre AUTOPRODUZIONI:
STABILIMENTO – Filmato di interviste e racconti sul mondo della fabbrica a Nerviano [scarica la presentazione: clicca qui]
RESISTENZE – storie di lotta di ieri e di oggi [Primo premio al concorso “resistenzaEXPO” - clicca qui]
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DOLCI E VIN BRULE’
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MERCOLEDI’ 9 DICEMBRE ore 21.00
Assemble pubblica:
LIBERIAMO GLI SPAZI
nella SALA CIVICA di garbatola [via Montenevoso - NERVIANO]
Nel territorio di Rho e dei comuni limitrofi, sotto l’influenza di Fiera ed Expo, si sta verificando un processo di desertificazione del tessuto produttivo per favorire la speculazione immobiliare.
La situazione dell’Alfa Romeo di Arese è in questo senso emblematica: mentre Fiat tenta di cancellare gli ultimi insediamenti rimasti, trasferendoli a Torino, Regione Lombardia e i Comuni, dopo avere disatteso tutti gli impegni per la reindustrializzazione dell’area, e avere favorito il progressivo smantellamento delle attività produttive, si apprestano ora a definirne la nuova vocazione urbanistica terziaria, residenziale e ricettiva, spartendosi la torta degli oneri di urbanizzazione. La lotta dei lavoratori dell’Alfa Romeo, che non lasceremo soli, non mira semplicemente a conservare centinaia di posti di lavoro, peraltro importantissimi in una fase di profonda crisi economica, ma rappresenta un’idea di città alternativa alla città vetrina che si limita ad esporre merci e servizi prodotti altrove. A questo territorio serve un’industria di qualità, la cui competitività sia basata sugli investimenti e sulla ricerca, che valorizzi saperi e professionalità accumulati in anni, creando un’occupazione anch’essa di qualità, nel rispetto dei diritti sindacali e al di fuori dalle prassi ormai diffusissime del lavoro precario e del lavoro nero.
Allo stesso modo sosteniamo la lotta dei lavoratori dell’Agile ex Eutelia di Pregnana, che da una settimana hanno occupato l’azienda e stanno facendo un presidio permanente contro i 237 licenziamenti annunciati e contro un disegno finanziario fallimentare che, attraverso il sistema delle scatole cinesi, sta causando la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutte le società del Gruppo Omega nel totale disinteresse delle istituzioni regionali e nazionali.
Ed anche in questo caso le tentazioni di una speculazione immobiliare sono forti, visto che la sede di Pregnana sta accanto alla nuova stazione ferroviaria che la collega direttamente con Fiera ed Expo.
In questo contesto la follia del Piano di Governo del Territorio presentato dal Sindaco di Rho prevede di trasformare l’area industriale di Mazzo, 900.000 mq adiacenti alla Fiera con oltre 250 piccole e medie aziende attive, in un’area a destinazione alberghiera, commerciale e residenziale, dando ai proprietari dei capannoni un vero e proprio incentivo a trasferirsi altrove, mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro.
A fronte dei 70.000 posti di lavoro precari promessi per l’Expo 2015, il nostro territorio si trova nella realtà dei fatti a fare i conti con un’accelerazione della crisi e dei processi di dismissione industriale, che sta comportando un incremento esponenziale della disoccupazione, senza offrire in prospettiva una nuova vocazione territoriale che dia un futuro credibile ai giovani e ai lavoratori attualmente occupati.
Promuoviamo su questi temi una manifestazione che si terrà sabato 28 novembre a Rho, con l’intento di dare una voce unitaria alle vertenze dei lavoratori, dei cittadini e degli studenti che, sempre per le medesime ragioni, non trovano risposte dalle istituzioni ai propri bisogni e vedono mortificati i propri diritti al reddito, ai saperi, alla mobilità, alla sanità e ad un ambiente vivibile, da una pianificazione territoriale che mira a senso unico alla speculazione e alla cementificazione selvaggia.
Centro Sociale SOS Fornace (Rho-Pero), Comitato No Expo (Milano), SIM – Studenti In Movimento (Rho), Intelligence Precaria / San Precario (Milano), Collettivo Oltre Il Ponte (Nerviano), La Spinta!RSU Agile/Eutelia (Pregnana), SLAI Cobas Alfa Romeo (Arese), FLMU-CUB Alfa Romeo (Arese), FIOM Sempione, CUB (Rho e Legnano), SLAI Cobas (Rho), Comunisti – Sinistra Popolare (Rho), Rifondazione Comunista (Nord Ovest Milano), Sinistra Critica (Nord Ovest Milano), Comunisti Uniti (Rho-Magenta), Rifondazione Comunista (Rho), (Gruppo consiliare regionale)
Ci siamo presi la parola, non come pubblico, ma come vittime di progetti speculativi che viviamo sulla nostra pelle, perché con il Piano Alfa 2015 e con il Pgt finalizzato alle speculazioni di Expo 2015, questo territorio non ha futuro.
Nella serata del 20 novembre doveva andare in scena all’auditorium di Rho la passerella dei sindaci, con Zucchetti in primo piano, per presentare la futura città vetrina, quella in cui l’area dell’Alfa Romeo viene trasformata da industriale ad un mix di funzioni che prevedono alberghi e centri commerciali, quella che prevede lo stesso destino per l’area industriale di Mazzo, 900.000 mq accanto alla Fiera, con più di 200 piccole aziende ancora attive che occupano migliaia di lavoratori.
La città vetrina in cui i servizi pubblici non esistono e l’unica opera prevista è il nuovo liceo Rebora, che oggi sarebbe già stato costruito se si fosse dato seguito al protocollo d’intesa del 2007, che invece Zucchetti ha stracciato per poi ricollocare il progetto con questo Pgt sui propri terreni.
In tanti, operai, studenti, cittadini abbiamo invaso il palco, con gli striscioni delle vertenze che portiamo avanti e ci siamo presi la parola, perché l’iniziativa di partecipazione fittizia presentata da Zucchetti, propone un pacchetto preconfezionato che non può essere emendato, dal momento che avrebbe un impatto devastante che cambierebbe per sempre la faccia di questo territorio. Per il diritto al lavoro e al reddito, per il diritto all’istruzione, alla mobilità pubblica e alla sanità, che non trovano alcuna risposta in un Piano di Governo del Territorio finalizzato a senso unico alla cementificazione selvaggia e alla speculazione edilizia, saremo in piazza sabato 28 novembre, per una manifestazione unitaria che partirà dalla stazione di Rho alle 9,30
Centro Sociale SOS Fornace (Rho-Pero), Comitato No Expo (Milano), SIM – Studenti In Movimento (Rho), Collettivo Oltre Il Ponte (Nerviano), La Spinta! (Rho), RSU Agile/Eutelia (Pregnana), SLAI Cobas Alfa Romeo (Arese), FLMU-CUB Alfa Romeo (Arese), FIOM Sempione, CUB (Rho e Legnano), SLAI Cobas (Rho), Comunisti – Sinistra Popolare (Rho), Rifondazione Comunista (Nord Ovest Milano) Sinistra Critica (Nord Ovest Milano), Comunisti Uniti
All’Ex-Eutelia occupata - in Via Lab. Olivetti a Pregnana Milanese
A fianco dei lavoratori in lotta di Agile (ex-Eutelia), che la scorsa settimana hanno occupato lo stabilimento di Pregnana per protestare contro gli oltre 200 esuberi annunciati (su 400 occupati).
Intanto a Roma una squadraccia di vigilantes privati capitanata dal sedicente “imprenditore” Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia e attuale proprietario, ha fatto irruzione nella sede occupata dai lavoratori per stroncare la vertenza. Di fronte a questa gravissima provocazione di stampo chiaramente fascista ai danni dei lavoratori, riteniamo urgente una mobilitazione in difesa dei beni comuni contro gli speculatori a banchetto sul nostro territorio.
Partecipanno:
Andrea Labanca
Ufficio Sinistri
Medda Man
Rhoyal Sound
Closed House
UniPoska
Follow the Idol
Moon Rackles
One Line Alone
Terza Pietra del Sole
Continual Drift
+ clownerie + giochi e animazione per bambini + artisti di strada.
L’irruzione all’alba nello stabilimento Agile di Roma guidata dall’ex amministratore.
L’arrivo della polizia evita lo scontro fisico, ma scoppiano le polemiche. I sindacati: “Intimidazioni da squadracce fasciste, il governo intervenga”. L’amministratore: “Nessuna violenza da parte nostra, ma lì dentro c’erano degli estranei”.
ROMA – Aprire immediatamente un tavolo di confronto presso la presidenza del Consiglio per valutare la situazione dei lavoratori Agile e le prospettive della vicenda ex Eutelia. A chiederlo è la Fiom-Cgil in una conferenza stampa convocata d’urgenza dopo il blitz di stamattina nello stabilimento romano del gruppo, nel quartiere Tiburtino. Qui, una dozzina di guardie private guidate dall’ex amministratore dell’azienda, Samuele Landi, ha fatto irruzione poco prima dell’alba cercando con intimidazioni e minacce di mandar via i dipendenti che da giorni occupano la sede per protesta contro licenziamenti annunciati e il ritardo nei pagamenti.
Il blitz dei vigilantes – Testimone oculare del blitz è stata, tra l’altro, una troupe del del programma “Crash” di Rai Educational: “Una quindicina di guardie private hanno fatto irruzione urlando e intimando minacciosamente ai dipendenti di uscire. Il gruppo di guardie – racconta la redazione di Crash – dichiarava di essere della polizia. Alla vista della telecamera di un giornalista della Rai, i finti poliziotti guidati dal proprietario dell’azienda Samuele Landi chiedevano alla troupe i documenti. Il giornalista Federico Ruffo si è accorto di non avere davanti dei poliziotti e a quel punto rifiutava di consegnare i documenti e chiamava la polizia”.
Arriva la polizia – Poco dopo le 4,30, secondo il racconto dei testimoni di “Crash”, la polizia arriva in azienda, identifica i componenti della “squadra” e l’ex amministratore e li fa uscire dallo stabilimento. Il filmato dell’irruzione, girato dalla troupe Rai, sarà consegnato alla Digos. A questa testimonianza segue poco più tardi la denuncia della Fiom che parla di “squadraccia”: “Con i piedi di porco – accusa la Fiom Cgil – hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori che presidiavano la sede puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi. L’immediato arrivo delle forze dell’ordine, chiamate dai lavoratori, ha evitato il peggio visto l’atteggiamento violento e arrogante di questi loschi personaggi”.
La versione di Landi Samuele Landi ha fornito nel pomeriggio la sua versione dell’accaduto, spiegando di aver accompagnato in azienda “il servizio di portineria appositamente contrattualizzato”, sapendo che l’occupazione “avrebbe dovuto terminare il giorno precedente”. Landi aggiunge di aver rimosso il fil di ferro con cui era stata legata la porta principale: “All’interno, con mia sorpresa – afferma l’amministratore – , ho trovato a dormire su brandine, fornite dalla Protezione Civile, e relativa cucina da campo, circa 12-15 soggetti di cui uno solo mi risulta fosse dipendente Agile/Omega, mentre gli altri erano estranei pure a questa azienda, probabilmente appartenenti ai centri sociali”. L’amministratore sostiene di aver chiamato a quel punto le forze dell’ordine e contesta l’operato del funzionario di ps secondo il quale si trattava di un’occupazione ‘regolare’. “Se qualcuno viene a casa tua, ci si ferma a dormire e mangiare e ti vuole cacciare fuori quando torni è un occupazione regolare?”, si chiede Landi. Nell’operazione, dice Landi, nessuno ha usato violenza o minacce che semmai hanno subito lui e i vigilantes: “Sappiate – conclude l’amministratore rivolto a politici e sindacati che hanno criticato il blitz – che ne abbiamo TUTTI abbastanza di coloro che fanno della nostra casa, la loro casa, il nostro letto il loro letto e di tutti i nostri beni i loro beni…..”.
La vertenza – L’irruzione romana rappresenta il punto più alto della tensione raggiunta in una vertenza nazionale che al momento non vede sbocchi. L’Agile (gruppo Omega) è una delle aziende che ha rilevato di recente attività, debiti e dipendenti dell’ex Eutelia, grande azienda delle telecomunicazioni con sedi e stabilimenti in tutta Italia: oltre Roma, Pregnana Milanese, Bari, Napoli e Ivrea. Con l’ultimo piano di ristrutturazione, il gruppo ha deciso di mettere in mobilità 1.992 dipendenti e inoltre da luglio non paga gli stipendi. Per questo sono in corso proteste e occupazioni nelle varie sedi. Non sono serviti a nulla neppure gli incontri al ministero, nell’ultimo dei quali il gruppo si era impegnato a versare le retribuzioni entro ottobre.
Le reazioni sindacali – Durissimi i commenti da tutto il mondo sindacale, dalle istituzioni e dalla politica al blitz di Roma. Gianni Rinaldini per la Fiom e Susanna Camusso per la Cgil nazionali hanno parlato di “squadrismo al di fuori delle regole democratiche”. Con la Cgil, anche la Fim Cisl chiede l’intervento della presidenza del consiglio, parlando di “fatto gravissimo e inaccettabile”, di un “atto intimidatorio che richiama logiche violente estranee alla vita sindacale e alla storia democratica del nostro paese”. Fiom e Fim, con la Camera del lavoro Roma Est hanno presentato un esposto congiunto alla procura. Di “ignobile aggressione” parla la Uilm che giudica il blitz “il risultato della giustizia fai-da-te” il cui rischio era connesso all’autorizzazione delle ronde.
Le reazioni politiche – “Un fatto gravissimo – ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo pd al Senato – di imbarbarimento dei rapporti tra le parti sociali, contro il quale tutte le forze politiche devono mobilitarsi”. Finocchiaro chiede che il governo riferisca alle Camere sulla vicenda. Di “atto vergognoso e infame” parla Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista-Se: “E’ la prima volta dai tempi del fascismo che una fabbrica viene sgomberata da una squadraccia paramilitare privata”. Dichiarazioni di condanna sono arrivate da moltissime sigle della sinistra, dai presidenti delle Province di Roma, Viterbo e Arezzo, da esponenti sparsi di Pd e Italia dei valori, liberali Rete riformista.
Le reazioni di Eutelia – La società Eutelia, dal canto suo, “si dichiara estranea” al blitz dell’alba, ma lo considera “il deprecabile epilogo di una situazione gravissima” più volte segnalata alle autorità. Secondo Eutelia, i dipendenti Agile che occupano l’azienda “stanno impedendo di fatto l’accesso ai locali dell’intero stabile” e dunque anche a lavoratori e servizi che non hanno a che fare con la vertenza.
Lo sciopero – Il 17 novembre i lavoratori del gruppo Omega, di cui fa parte anche Agile (ex Eutelia) incroceranno le braccia e scenderanno in piazza con una manifestazione nazionale a Roma per denunciare il mancato pagamento dello stipendio e dei contributi previdenziali da tre mesi.
Stanotte i lavoratori e le lavoratrici della Agile Srl (ex-Eutelia) hanno occupato la sede di Pregnana Milanese, una delle più colpite dai licenziamenti annunciati dall’azienda il 22 ottobre scorso. Infatti, nella sola sede di Pregnana, gli esuberi sono 237 su un totale di 430 dipendenti. a
Ci siamo recati questa mattina davanti all’azienda per portare il nostro sostegno ai lavoratori, costretti ad azioni eclatanti come i loro colleghi e colleghe di altre sedi, a partire da quella di Roma, perché questa sembra ormai l’unica maniera per strappare almeno un po’ di attenzione pubblica. a
E non ci riferiamo soltanto allo spazio nei telegiornali e sulla carta stampata, ma anche e soprattutto alle istituzioni. Infatti, la vicenda dei 1.192 “esuberi” (su un totale di 1.880) annunciati dal gruppo Agile Srl è una storia che grida vendetta. Eppure, le istituzioni, compresa Regione Lombardia, sembrano incapaci di uscire dal loro immobilismo. a
Questa storia grida vendetta perché si tratta di un gioco di scatole cinesi, il cui fine unico è la dismissione di quello che fu il settore IT (Information Technology) di Eutelia. Infatti, quest’ultima, cioè la pluri-inquisita famiglia Landi, cedette quattro mesi fa quel settore ad Agile Srl (controllata al 100% dalla stessa Eutelia), mediante una poco regolare cessione di ramo d’azienda. Contestualmente Agile fu assorbita dal gruppo Omega Spa e fu sospesa l’erogazione dello stipendio ai lavoratori. a
Insomma, siamo di fronte alla costituzione truffaldina di un bad company, la cui missione è liquidare attività e lavoratori, nonostante ci sia un numero significativo di commesse della pubblica amministrazione, vale a dire altrettanto lavoro assicurato. a
Regione Lombardia è a conoscenza della situazione da molto tempo, ma oltre alle parole non abbiamo visto nulla. Per questo chiediamo al Vicepresidente Rossoni, a capo della task force anticrisi, e all’assenteista Assessore all’Industria, La Russa, di venire a riferire in Aula consiliare martedì prossimo, in occasione della question time, per spiegare cosa è stato fatto e, soprattutto, cosa intendano fare ora, per impedire questi licenziamenti e la chiusura del sito produttivo di Pregnana.
In data 12 ottobre, il consiglio comunale di Nerviano ha deciso di rinviare nuovamente il progetto sull’ex-Acli, che riguarda la costruzione di un centro culturale giovanile a Nerviano. È l’ennesima conferma dell’incapacità e dello scarso interesse della giunta verso tale tematica.
Ci risulta invece che sia molto alto l’interesse della giunta stessa alla cementificazione delle poche aree verdi rimaste sul territorio nervianese. Basti pensare infatti all’area di Garbatola di via La Guardia, adiacente alla Balconi, che dovrebbe diventare un parcheggio per autoarticolati, nonostante la cittadinanza abbia più volte chiesto la realizzazione di un parco pubblico su quello spazio. Garbatola, così come Nerviano e Sant’Ilario, sono carenti o sono del tutto sprovviste di aree verdi attrezzate e di spazi in cui la popolazione possa incontrarsi, discutere, conoscersi, sentendosi parte di una comunità e dando così un senso alla parola “cittadinanza”.
Il Collettivo Oltreilponte e il Coordinamento Liberiamo gli spazi chiedono di fermare la cementificazione del territorio e che vengano recuperate le numerose aree dimesse come spazi utili per i servizi ai cittadini e all’aggregazione giovanile. La giunta, pur avendo dato più e più volte segnali di apertura, non si è mai realmente impegnata in questo senso.
Venerdì 30 ottobre gli studenti del Rebora e delle scuole del rhodense scenderanno in piazza contro il Sindaco di Rho responsabile della mancata realizzazione della nuova sede del liceo Rebora.
Se oggi si fosse dato seguito al protocollo d’intesa siglato nel 2007 tra la precedente Amministrazione e la Provincia di Milano, i lavori di realizzazione della prima parte del liceo si sarebbero già conclusi, e da settembre, 350 studenti sarebbero nella nuova sede accanto al Mattei.
Invece, a causa degli interessi economici del sindaco legati al Pgt in corso di approvazione, questo non è stato possibile. Il Sindaco rhodense è proprietario del territorio adiacente al liceo Majorana di Rho, lo stesso territorio su cui si ostina a far costruire il nuovo liceo Rebora.
Inizialmente, l’area destinata per la costruzione della nuova sede era vicino al Mattei. Un’area già per metà di proprietà del Comune. Dopo la vittoria di Zucchetti alle elezioni del 2007, venne disatteso il progetto concordato tra Comune e Provincia e oggi gli studenti ne pagano le conseguenze.
L’atteggiamento del sindaco è scandaloso e per questo ne chiediamo le immediate dimissioni!
Venerdì saremo in piazza per chiedere che venga ripristinato il protocollo d’intesa del 2007 e si inizino i lavori della nuova sede vicino al Mattei.
Ora basta! Vogliamo il Rebora subito, sul sapere non si specula!
Venerdì 30 ottobre 2009
Corteo studentesco
Rho – Stazione FS – h. 9:00
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